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Il mio blog ha cambiato casa

Il mio blog ha cambiato casa: da oggi lo trovate su www.devadmin.it!

Ho deciso di acquistare il dominio devadmin.it e di migrare i contenuti di questo blog per due motivi.

Il primo che dopo anni che utilizzo la sigla DevAdmin mi ci sono affezionato e ho voluto regalarmi il nome a dominio.

Il secondo è che ultimamente collaboro anche con WindowServer.it e ho ritenuto corretto mantenere un blog non più legato ad una solta Community.

Questo non è l’addio a SysAdmin.it che mi ha dato molte soddisfazioni infatti continuerò a infestare i forum di SysAdmin.it con la mia presenza ;-)

Se volete continuare a seguirmi mi farà molto piacere.

Buon IT a tutti!!

posted @ 1/29/2014 5:31 PM by Ermanno Goletto

Impostazione Casella Outlook/Office 365

image

Questi di seguito sono i parametri per la configurazione di una casella di Outlook.it o .com o di un Account di Office 365/Exchange Online su Outlook 2013 e versioni precedenti:

Impostazione POP

Nome server: outlook.office365.com
Porta: 995
Metodo di crittografia: SSL

Impostazione IMAP

Nome server: outlook.office365.com
Porta: 993
Metodo di crittografia: SSL

Impostazione SMTP

Nome server: smtp.office365.com
Porta: 587
Metodo di crittografia: TLS

Link Utili:

Procedura per l'impostazione di Outlook

Informazioni sull'utilizzo di posta elettronica, contatti e calendari in Office 365

Configurazione Account su dispositivi Mobili:

Android

Configurare la posta elettronica in un telefono o un tablet Android

Apple iOS

Configurare la posta elettronica in un dispositivo Apple iPhone, iPad e iPod Touch

BlackBerry®

Configurare la posta elettronica in un dispositivo BlackBerry®

Kindle

Configurare la posta elettronica in un dispositivo Amazon Kindle Fire

Symbian (sistema operativo Nokia)

Configurare la posta elettronica in un telefono Nokia (sistema operativo Symbian)

Windows Mobile

Configurare la posta elettronica in un dispositivo Windows Mobile 6.5

Windows Phone

Configurare la posta elettronica in un dispositivo Windows Phone

Windows RT

Configurare la posta elettronica nell'app Mail di Windows 8

posted @ 1/24/2014 3:07 PM by Mario Serra

Hyper-V shut down lento ed errore 7043

Su un sistema Windows Server 2012 R2 col ruolo Hyper-V mi capitato di rilevare un arresto particolarmente lento (più di 30 minuti).

Analizzando poi l’Event Viewer ho rilevato negli eventi di sistema il seguente errore:

Log Name: System
Source: Service Control Manager
Event ID: 7043
Task Category: None
Level: Error
Keywords: Classic
Description: The Hyper-V Virtual Machine Management service did not shut down properly after receiving a preshutdown control.

L’errore in sintesi significa che il servizio Hyper-V Virtual Machine Management (VMMS) è stato arrestato in modo forzoso allo scadere del timeout. Il servizio VMMS si occupa della della gestione delle VM, ovvero è quello che permette l’interazione della console di Hyper-V con l’hypervisor per la gestione (creazione, arresto, avvio di VM etc.).

La soluzione ufficiale Microsoft per la risoluzione degli eventi 7043 è quella di arrestare manualmente prima il servizio e poi di eseguire lo shutdown (a riguardo si veda Event ID 7043 — Service Stop Operations).

Volendo creare uno script per l’arresto si potrebbe pensare ad un vbs che richiede conferma e poi arresta prima il servizio e quindi avvia lo shutdown:

If msgbox("Confermi l'arresto del sistema?", vbYesNo OR vbQuestion OR vbDefaultButton2, "Arresto del sistema") = vbYes Then
  Set shell = CreateObject("WScript.Shell")
  shell.run("sc stop vmms", 1, true)
  shell.run("shutdown -s -t 0")
  set shell = Nothing
End If

Nel caso l’arresto del sistema debba essere possibile anche ad un utente non amministratore è possibile concedere a tale utente il privilegio per arrestare il servizio tramite una Group Policy di dominio (a riguardo si veda la KB324802 How To Configure Group Policies to Set Security for System Services in Windows Server 2003) o tramite il comando SC SDSET (a riguardo si vedano la KB91439 Best practices and guidance for writers of service discretionary access control lists e il post Set permissions on a specific service (Windows)).

Analizzando più a fondo il caso nel mio caso il problema sembra legato ad una VM che in certe situazioni non gestire correttamente lo Shutdown automatico in quanto le applicazioni/servizi che esegue probabilmente non gestiscono a loro volta correttamente l’evento di shutdown, a riguardo si vedano:

Altre possibili cause potrebbero essere servizi o applicazioni che vengono eseguiti nella parent partition, come ad esempio Antivirus o software di terze parti del produttore hardware.

posted @ 1/22/2014 11:49 AM by Ermanno Goletto

Hyper-V 2012 R2 e dispositivi sconosciuti nelle VM

Ultimamente sto facendo alcuni test per migrare VM i Hyper-V 2012 R2 da Hyper-V di versioni precedenti e anche Virtual PC e Virtual Server.

Ovviamente vale sempre la regola che prima conviene rimuovere gli Integration Services o le Virtual Additions e poi una volta migrata la VM installare gli Integration Services di Hyper-V 2012 R2 (versione 6.2.9600.16384).

Nonostante questo su VM con XP e Windows Server 2003 ho notato che anche dopo l’installazione degli Integration Services rimangono due dispositivi non riconosciti.

image

Per installare correttamente i device è possibile estrarre i file contenuti nell’Integration Services Setup Disk all’interno del file:

  • support\x86\Windows6.2-HyperVIntegrationServices-x86.cab per sistemi a 32 bit
  • support\amd64\Windows6.2-HyperVIntegrationServices-x64.cab per sistemi a 64 bit

Quindi eseguire l’aggiornamento dei driver sui dispositivi.

image

Verranno così installati il Componente di attivazione Hyper-V Microsoft e il Canale di controllo Desktop remoto Hyper-V Microsoft.

image image

I due componenti verranno correttamente resi disponibili nelle periferiche di sistema in aggiunta alle periferiche già inserite durante l’installazione degli Integration Services.

image

Per VM con OS Windows Vista/ WS2008 e superiore si veda anche The VMBus device does not load on a virtual machine that is running on a Windows Server 2008-based computer that has Hyper-V installed.

posted @ 1/21/2014 11:39 AM by Ermanno Goletto

Rilasciato Windows Azure Hyper-V Recovery Manager service

Ieri Brad Anderson (Corporate Vice President, Windows Server & System Center) ha annunciato la disponibilità di Windows Azure Hyper-V Recovery Manager service.

image

HRM (di cui abbiamo parlata agli IT Camp) permette l’orchestrazione tramite Windows Azure del Disaster Recovery tra due Site gestiti mediante System Center Virtual Machine Manager 2012 R2 o System Center Virtual Machine Manager 2012 SP1.

Di fatto HRM si occupa di monitorare la funzionalità di un Site e nel caso questo non sia disponibile si occupa di orchestrare l’attivazione del Site di DR.

Nonostante la complessità di quello che a tutti gli effetti è un cluster di Site in cui Windows Azure svolge il ruolo di “terzo attore” e gestore la configurazione richiede appena 20 click.

“In one of our reviews six months ago, I asked the team to walk me though – side-by-side – what it was like to setup DR for 500 VMs using Hyper-V Recovery Manager compared to our primary competition. I literally counted the number of mouse clicks as one of the ways to understand which solution was more complex. To my surprise, the team demonstrated they could do this in less 20 clicks of the mouse! By comparison, I would have needed to come back the next day before it could be setup with the competition. More on this later.”

posted @ 1/17/2014 8:58 AM by Ermanno Goletto

IT Camp Genova 30 gennaio

Il 30 gennaio a Genova presso l’hotel NH in Via Martin Piaggio, 11 si terrà il prossimo IT Camp su virtualizzazione tramite i prodotti Microsoft (Windows Server 2012 R2 e System Center 2012 R2).

Di seguito il link per registrarsi:
https://msevents.microsoft.com/CUI/EventDetail.aspx?EventID=1032576508&Culture=it-IT&community=0

Il format dell’IT Camp che sarà tenuto da Daniele Scrivano, Mario Serra e Roberto Massa prevede sessioni alternate a laboratori virtuali virtuali da svolgersi sui propri computer, controllate quindi prima che il vostro sistema abbia tutti prerequisiti necessari per l’utilizzo dei Lab tramite il link https://vlabs.holsystems.com/vlabs/RequirementsChecker/.

posted @ 1/16/2014 9:38 AM by Ermanno Goletto

Free E-Book: “Windows Azure Hybrid Cloud”

Per chi è interessato a questo link è possibile scaricare Gratis un E-book di 216  pagine sulla tecnologia “Windows Azure Hybrid Cloud”

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posted @ 1/4/2014 5:45 PM by Mario Serra

Upgrade Options for Windows Server 2012 R2

Riporto un interessante articolo pubblicato sulla Library di Technet riguardo all’Upgrade a Windows Server 2012 R2 da una precedente versione di Sistema operativo.

  

Applies To: Windows Server 2012 R2

       

This topic includes information about upgrading to Windows Server® 2012 R2 from a variety of previous operating systems using a variety of methods.

The process of moving to Windows Server 2012 R2 might vary greatly depending on which operating system you are starting with and the pathway you take. We use the following terms to distinguish among different actions, any of which could be involved in a new Windows Server 2012 R2 deployment.

  • Installation is the basic concept of getting the new operating system on your hardware. Specifically, a clean installation requires deleting the previous operating system. For information about installing Windows Server 2012 R2, see System Requirements and Installation Information for Windows Server 2012 R2. For information about installing other versions of Windows Server, see Windows Server Installation and Upgrade.

  • Upgrade means moving from your existing operating system release to a more recent release, while staying on the same hardware. For example, if your server is running Windows Server 2012, you can upgrade it to Windows Server 2012 R2. You can upgrade from an evaluation version of the operating system to a retail version, from an older retail version to a newer version, or, in some cases, from a volume-licensed edition of the operating system to an ordinary retail edition.

  • License conversion in some operating system releases, you can convert a particular edition of the release to another edition of the same release in a single step with a simple command and the appropriate license key. We call this “license conversion.” For example, if you are running Windows Server 2012 R2 Standard, you can convert it to Windows Server 2012 R2 Datacenter.

  • Migration means moving from your existing operating system to Windows Server 2012 R2 by transferring to a different set of hardware. Migration, which might vary considerably depending on the server roles you have installed, is discussed in detail at http://technet.microsoft.com/en-us/windowsserver/dn458795.

Depending on your scenario, you might encounter a variety of different upgrade pathways.

  • Upgrading previous retail versions of Windows Server to Windows Server 2012 R2

The table below briefly summarizes which already licensed (that is, not evaluation) Windows operating systems can be upgraded to which editions of Windows Server 2012 R2.

Note the following general guidelines for supported paths:

  • In-place upgrades from 32-bit to 64-bit architectures are not supported. All editions of Windows Server 2012 R2 are 64-bit only.

  • In-place upgrades from one language to another are not supported.

  • In-place upgrades from one build type (fre to chk, for example) are not supported.

  • If the server is a domain controller, see http://technet.microsoft.com/library/hh994618.aspx for important information.

  • Upgrades from pre-release versions of Windows Server 2012 R2 are not supported. Perform a clean installation to Windows Server 2012 R2.

  • Upgrades that switch from a Server Core installation to the Server with a GUI mode of Windows Server 2012 R2 in one step (and vice versa) are not supported. However, after upgrade is complete, Windows Server 2012 R2 allows you to switch freely between Server Core and Server with a GUI modes. For more information about these installation options, how to convert between them, and how to use the new Minimal Server Interface and Features on Demand, see http://technet.microsoft.com/en-us/library/hh831786.

If you do not see your current version in the left column, upgrading to this release of Windows Server 2012 R2 is not supported.

If you see more than one edition in the right column, upgrade to either edition from the same starting version is supported.

If you are running:

You can upgrade to these editions:

Windows Server 2008 R2 Datacenter with SP1

Windows Server 2012 R2 Datacenter

Windows Server 2008 R2 Enterprise with SP1

Windows Server 2012 R2 Standard or Windows Server 2012 R2 Datacenter

Windows Server 2008 R2 Standard with SP1

Windows Server 2012 R2 Standard or Windows Server 2012 R2 Datacenter

Windows Web Server 2008 R2 with SP1

Windows Server 2012 R2 Standard

Windows Server 2012 Datacenter

Windows Server 2012 R2 Datacenter

Windows Server 2012 Standard

Windows Server 2012 R2 Standard or Windows Server 2012 R2 Datacenter

Hyper-V Server 2012

Hyper-V Server 2012 R2

Windows Storage Server 2012 Standard

Windows Storage Server 2012 R2 Standard

Windows Storage Server 2012 Workgroup

Windows Storage Server 2012 R2 Workgroup

Per-server-role considerations for upgrading

Even in supported upgrade paths from previous retail versions to Windows Server 2012 R2, certain server roles that are already installed might require additional preparation or actions for the role to continue functioning after the upgrade. Consult the specific TechNet Library topics for each server role you intend to install for details of additional steps that might be required.

  • Converting a current evaluation version to a current retail version

You can convert the evaluation version of Windows Server 2012 R2 Standard to either Windows Server 2012 R2 Standard (retail) or Datacenter (retail). Similarly, you can convert the evaluation version of Windows Server 2012 R2 Datacenter to the retail version.

Before you attempt to convert from evaluation to retail, verify that your server is actually running an evaluation version. To do this, do either of the following:

  • From an elevated command prompt, run slmgr.vbs /dlv; evaluation versions will include “EVAL” in the output.

  • From the Start screen, open Control Panel. Open System and Security, and then System. View Windows activation status in the Windows activation area of the System page. Click View details in Windows activation for more information about your Windows activation status.

If you have already activated Windows, the Desktop shows the time remaining in the evaluation period.

If the server is running a retail version instead of an evaluation version, see the “Upgrading previous retail versions of Windows Server to Windows Server 2012 R2” section of this topic for instructions to upgrade to Windows Server 2012.

For Windows Server 2012 Essentials: You can convert to the full retail version by entering a retail, volume license, or OEM key in the command slmgr.vbs.

If the server is running an evaluation version of Windows Server 2012 Standard or Windows Server 2012 Datacenter, you can convert it to a retail version as follows:

  1. If the server is a domain controller, you cannot convert it to a retail version. In this case, install an additional domain controller on a server that runs a retail version and remove AD DS from the domain controller that runs on the evaluation version. For more information, see http://technet.microsoft.com/en-us/library/hh994618.aspx.

  2. Read the license terms.

  3. From an elevated command prompt, determine the current edition name with the command DISM /online /Get-CurrentEdition. Make note of the edition ID, an abbreviated form of the edition name. Then run DISM /online /Set-Edition:<edition ID> /ProductKey:XXXXX-XXXXX-XXXXX-XXXXX-XXXXX /AcceptEula, providing the edition ID and a retail product key. The server will restart twice.

For the evaluation version of Windows Server 2012 Standard, you can also convert to the retail version of Windows Server 2012 Datacenter in one step using this same command and the appropriate product key.

Tip

For more information about Dism.exe, see http://go.microsoft.com/fwlink/?LinkId=192466.
  • Converting a current retail version to a different current retail version

At any time after installing Windows Server 2012, you can run Setup to repair the installation (sometimes called “repair in place”) or, in certain cases, to convert to a different edition.

You can run Setup to perform a “repair in place” on any edition of Windows Server 2012; the result will be the same edition you started with.

For Windows Server 2012 Standard, you can convert the system to Windows Server 2012 Datacenter as follows: From an elevated command prompt, determine the current edition name with the command DISM /online /Get-CurrentEdition. Make note of the edition ID, an abbreviated form of the edition name. Then run DISM /online /Set-Edition:<edition ID> /ProductKey:XXXXX-XXXXX-XXXXX-XXXXX-XXXXX /AcceptEula, providing the edition ID and a retail product key. The server will restart twice.

  • Converting a current volume-licensed version to a current retail version

At any time after installing Windows Server 2012, you can freely convert it between a volume-licensed version, a retail version, or an OEM version. The edition remains the same during this conversion.

To do this, from an elevated command prompt, run:

slmgr /ipk <key>

Where <key> is the appropriate volume-license, retail, or OEM product key.

posted @ 1/4/2014 6:07 PM by Mario Serra

Scenari di utilizzo di Sysprep

Sysprep è l’utility per la creazione delle immagini del sistema operativo da utilizzare per automatizzare il deploy sia su sistemi fisici che virtuali.

Prima di utilizzare Sysprep per creare un’immagine del sistema da utilizzare per il deploy massivo o per eventuali future reinstallazioni occorre tenere presente le seguenti limitazioni:

  • Utilizzare l’interfaccia a riga di comando, a partire da Windows 8.1 l'interfaccia utente di Sysprep è deprecata e anche se ancora supportata potrebbe essere rimossa nelle future versioni del sistema operativo.
  • Non tutti i ruoli server supportano Sysprep, a riguardo si veda il seguente Sysprep Support for Server Roles. Il supporto può variare a seconda della versione de sistema operativo e per alcuni ruoli possono essere necessarie alcune operazioni (per esempio per quanto riguarda Hyper-V è supportato a partire da WS2008R2 ed occorre eliminare le reti virtuali prima di usare Sysprep)
  • Non eseguire Syprep su sistemi formattati NTFS con file o cartelle criptate, in caso contrario i file o le cartelle diventeranno illeggibili e non sarà possibile recuperarle
  • Eseguire Sysprep prima eseguire di join a dominio, in caso contrario verrà rimosso dal dominio). Inoltre il Sysprep eseguito su computer a dominio con GPO che impone una password robusta a tutti gli utenti non rimuove tale GPO, quindi se anche gli utenti locali non hanno una password che rispetti tale policy non sarà possibile eseguire il logon.
  • Utilizzare sempre il Sysprep contenuto nel sistema e non una versione differente, in Windows Vista/Windows Server 2008 e successivi Sysprep è disponibili nella cartella %windir%\system32\sysprep
  • Come indicato nel seguente Capture an Image for Deployment (Generalize) in Windows 8 con product key retail o volume license è possibile eseguire Sysprep fino ad 8 volte, dopodiché occorre ripartire da una nuova immagine dal momento che sono stati esauriti il numero di Rearm disponibili (in Windows 7 il numero di rearm disponibili è pari a 3).

Scenario 1: Generalizzazione del sistema

  1. Eseguire Sysprep /generalize /shutdown
  2. Al riavvio il sistema rimuove le informazioni univoche, resetta il SID, resetta l’attivazione, elimina i restore points e azzera gli event logs

Scenario 2: Creazione di un’immagine di distribuzione

  1. Eseguire Sysprep /generalize /shutdown /oobe
  2. Catturare l’immagine del sistema
  3. All’avvio il sistema esegue l’ Out-Of-Box Experience

Scenario 3: Creazione di un’immagine di distribuzione per una VM Windows 8

  1. Eseguire Sysprep /generalize /shutdown /oobe /mode:vm
  2. Copiare il VHD/VHDX
  3. All’avvio della VM viene eseguito l’ Out-Of-Box Experience

Scenario 4: Creazione di un’immagine di distribuzione tramite un file di risposte

  1. Eseguire Sysprep /audit /reboot /unattend:Path\Unattend.xml
  2. Al riavvio vengono applicate le impostazioni definite nel file di risposte
  3. Eseguire Sysprep /generalize /shutdown /oobe
  4. Catturare l’immagine del sistema

Scenario 5: Personalizzazione di un’immagine generata con Sysprep

  1. Premere CTRL+MAIUSC+F3 nella prima schermata della Out-Of-Box Experience (Welcome screen)
  2. Viene avviato il desktop dell’amministratore locale
  3. Eseguire le personalizzazioni (per esempio impostare configurazioni e installare driver aggiuntivi, aggiornamenti o applicazioni
  4. Eseguire Sysprep /generalize /shutdown /oobe
  5. Catturare l’immagine del sistema

Per meglio comprendere come è strutturato il processo di avvio di Windows e in quale fase viene utilizzato il file di risposte si veda il seguente schema tratto dal link oobeSystem:

image

Di seguito invece lo schema della modalità Audit tratto dal link auditUser:

image

 

Per ulteriori approfondimenti si vedano:

posted @ 12/17/2013 5:59 PM by Ermanno Goletto

Gestire le notifiche dei server HP tramite Powershell

HP ha nel corso degli anni sviluppato una serie di software per consentire la diagnostica e la verifica dello stato di salute dell’hardware dei propri server. In particolare per quanto riguarda la serie Proliant momento esistono i seguenti tool:

  • HP System Management Homepage (SMH) ovvero una console web che si installa direttamente sul sistema da monitorare che permette di avere una panoramica sullo stato dell’hardware.
  • HP Insight Management WBEM Providers che consente di ottenere informazioni dall’hardware e renderle disponibili alla SMH, di registrare avvisi di notifica nell’event viewer in caso di problemi. I WBEM providers sono basati sullo standard Distributed Management Task Force’s (DMTF) Web-based Enterprise Management rappresentano sono un’alternativa più semplice all’approccio basato su Simple Network Management Protocol (SNMP) disponibile tramite gli HP Insight Management Agents.
  • HP Smart Storage Administrator una console web per la gestione e la configurazione dello storage e l’HP ProLiant Smart Array SAS/SATA Event Notification Service ovvero un servizio che registra nell’Event Viewer gli eventi relativi allo storage controller.
  • Hp insight diagnostics online edition una console web che permette di eseguire test diagnostici che si integra con SMH.
  • Per l’installazione e l’aggiornamento dei sistemi, dei driver e dei tool sono disponibili HP Intelligent Provisioning (IP), HP Service Pack for ProLiant e HP Smart Update Manager (HP SUM)

SMH consente di supervisionare lo stato del sistema in maniera completa, ma non consente di gestire l’invio di notifiche ad esempio tramite mail nel caso si verifichino problemi hardware.

image

Per gestire notifiche di alert è necessario utilizzare HP Systems Insight Manager (SIM), una console web tramite cui gestire Inventory, Reporting, Heath e update di Firmware e Software dei server dell’infrastruttura.

Per la problematica relativa al mancato riconoscimento del certificato digitale utilizzato da SMH e SIM in IE si veda HP Systems Insight Manager (HP SIM) and System Management Homepage (SMH) - Microsoft Internet Explorer Does Not Link Website Certificate to all IP or DNS Names Associated with the Certificate.

Vi sono però piccole realtà o scenari in cui SIM diventa una soluzione non così pratica perché basterebbe una semplice notifica mail degli eventi di warning e di errore registrati dai WBEM providers o dall’HP ProLiant Smart Array SAS/SATA Event Notification Service.

In questi scenari può tornare utile l’utilizzo di PowerShell per eseguire una query sugli eventi registrati da agent o tool HP e inviarli poi tramite mail. Per un elenco degli eventi registrati si veda ad esempio HP Insight Management WBEM Providers 9.3 for Microsoft Windows Eventlog.

Di seguito riporto uno script personalizzabile che esegue la ricerca degli eventi di errore e di warning contenti la parola HP nel campo Source registrati negli ultimi 60 minuti e li invia per mail:

HPEventNotifier.ps1

# *** Impostazioni ***
$LastMinutes = 60
$Source = "*HP*"
$SmtpServer = "NameOrIPServerSMTP"
$MailFrom = “MailFromAddress
$MailTo = "MailToAddress"
# ********************

# *** Ricerca eventi Error e Warning ***
$Events = Get-EventLog -LogName System -EntryType Error, Warning -Source $Source -After (Get-Date).AddMinutes(-1*$LastMinutes) -ErrorAction SilentlyContinue
$EventsCount = 0
If($Events -ne $null) {$EventsCount = ($Events | Measure).Count}

# *** Invio mail per ogni evento trovato ***
If($EventsCount -gt 0)
{
  ForEach ($event In $Events)
  {
   # *** Impostazione Subject Mail ***
   $MailSubject = $env:COMPUTERNAME
   $MailSubject = $MailSubject + " - " + $event.EntryType
   $MailSubject = $MailSubject + " " + $event.Index
   $MailSubject = $MailSubject + " " + $event.Source

   # *** Impostazione Body Mail ***
   $MailBody = "Time: " + $event.TimeGenerated + "`n`n"
   $MailBody = $MailBody + "Message:`n"
   $MailBody = $MailBody + $event.Message

   # *** Invio Mail ***
   Send-MailMessage -To $MailTo -Subject $MailSubject -From $MailFrom -Body $MailBody -SmtpServer $SmtpServer
  }
}

Per automatizzare la scansione degli eventi e l’invio sarà sufficiente schedulare l’esecuzione di un file cmd che esegue lo script:

HPEventNotifier.cmd

%SystemRoot%\system32\WindowsPowerShell\v1.0\powershell.exe C:\Scripts\HPEventNotifier\HPEventNotifier.ps1

Ovviamente occorrerà schedulare l’esecuzione ripetitiva del file cmd con un intervallo inferiore a 60 minuti, ad esempio 55 minuti, per evitare il rischio di perdere qualche evento accettando l’eventualità di poter ricevere una doppia notifica di qualche evento data l’importanza di ricevere tempestivamente gli alert di problemi correlati all’hardware.

HP ha inoltre reso disponibile una serie di 112 cmdlets tramite l’HP Scripting Tools for Windows PowerShell che permetteno di interfacciarsi con sistema di gestione HP Integrated Lights-Out (iLO).

posted @ 12/14/2013 11:42 PM by Ermanno Goletto

Veeam Backup &amp; Replication 7.0 R2 update

image

E’ stata rilasciata la R2 per Veeam Backup & Replication 7.0 con pieno supporto a Windows Server 2012 R2 e VmWare 5.5.

L’update è disponibile per il download a questo Link.

Queste le Funzionalità complete aggiunte:

New Features:

VMware

  • vSphere 5.5 support, including support for 62TB virtual disks and virtual hardware v10 virtual machines.
  • vCloud Director 5.5 support.
  • Support for Windows Server 2012 R2 and Windows 8.1 as guest virtual machines (VMs).
  • Added ability to limit maximum amount of active VM snapshots per datastore to prevent it from being overfilled with snapshot deltas. The default value of 4 active snapshots can be controlled with MaxSnapshotsPerDatastore (REG_DWORD) registry key.

 
Microsoft

  • Windows Server 2012 R2 Hyper-V and free Hyper-V Server 2012 R2 support, including support for Generation 2 virtual machines.
  • Support for Windows Server 2012 R2 and Windows 8.1 as guest virtual machines (VMs)
  • Support for System Center 2012 R2 Virtual Machine Manager (VMM)
  • Support for the installation of Veeam Backup & Replication and its components on Windows Server 2012 R2 and Windows 8.1.

 
Built-in WAN acceleration

  • Increased data processing performance up to 50% with hard drive based cache, and up to 3 times with SSD based cache. Multi-core CPU on source WAN accelerator is recommended to take full advantage of the enhanced data processing engine.

 
Replication

  • Added ability for source and target proxy servers to reconnect and resume replication when network connection between source and target site drops for a short period of time.

 
Tape

  • Added support for a number of enterprise-class tape libraries with partitioning functionality that allows presenting multiple tape library partitions to the same host.
  • Import/export slot interaction has been redesigned to add support for a number of IBM and Oracle tape libraries.
     

Application-aware processing

  • Added ability for application-aware processing logic to detect passive Microsoft Exchange DAG database present on the VM, and process it accordingly.
  • Added support for Exchange CCR clusters.

 
User interface

  • User interface should now remember size and positions off the main window, as well as all panels and columns.

 
Resolved issues
:
 
Engine

  • Importing backup fails with the “Failed to load backup meta from file. Unexpected end of file has occurred.” if VBM file size exceeds 10MB.
  • Deleted VM retention incorrectly applies to not deleted VMs when full backup transform duration exceeds the deleted VM retention period (14 days by default).
  • Removed unintentional compression (and further uncompression) of data transferred between source and target data movers when both are running on the same server, and compression is disabled in the job settings.

 
VMware

  • Replication jobs should now automatically handle the situations when source VM disk size changes, instead of failing with the “Declared and actual sizes of the disk are different” error.
  • Replication jobs using Windows 2003 hot add source proxy fails with the “Client error: Failed to send command” error.
  • Very long running replication jobs may fail with the “Failed to process [srcSaveSignature]” error.
  • Re-IP addressing process may unintentionally update some reparse points found in the guest file system, which under certain circumstances may make them unusable.
  • vCenter Server version is not updated after vCenter update on the vSphere Web Plug-in configuration page of Enterprise Manager web UI.
  • vSphere Web Client plug-in shows “Access denied” error for all users that have never logged into Enterprise Manager.
  • Added ability to configure timeouts for networkless (VIX) operations via vixOperationTimeoutSec (REG_DWORD) and vixExecutionTimeoutSec (REG_DWORD) registry values in seconds.
  • Added ability to configure timeouts for Instant VM Recovery operations via IrMountLeaseTimeOut (REG_DWORD) and IrVcdMountLeaseTimeOut (REG_DWORD) registry values in minutes. The new, increased defaults are 30 and 45 minutes respectively.

 
Hyper-V

  • Under certain scenarios of dynamic VHD virtual disk size increase, changed block tracking information can be reset, resulting in incremental job run having to read the entire VHD to determine the incremental changes.
  • Performing compact operation on VHD virtual disk can reset changed block tracking information.
  • Instant VM Recovery fails with the “Connection with Hyper-V mount agent was lost” error for VMs with dynamic VHD disk size not being a multiple of 256MB.
  • Failure to rescan any host makes rescan of the remaining cluster hosts to fail with the following error: "Failed to execute WMI Query"
  • Instant VM Recovery fails with the “Failed to prepare VHD file for mounting” when target Hyper-V host’s storage uses native 4KB sector size disks.
  • Application-aware processing of Windows Server 2012 VM running on Windows Server 2008 R2 Hyper-V may hang for 10 minutes.
  • Removed the single VSS snapshot per cluster limit. As the results, all jobs should now correctly use the max concurrent snapshot per volume setting.
  • Replication job may fail during the free disk space check with the “Failed to extract volume mount point by the specified path” error, depending on how destination folder was selected in the replication job wizard.
  • Veeam jobs may cause non-VM owner Hyper-V nodes to log the following events to the system event log: “(eventid = 8194): "Unexpected error querying for the IVssWriterCallback interface.  hr = 0x80070005, Access is denied”
  • Changed block tracking functionality does not function on cluster disks.

 
Application-aware processing

  • Exchange 2003 running in VM restored from Veeam backup may rename its mailbox databases after each subsequent reboot.

 
Backup Copy

  • Retry cycles cause incorrect processing duration shown in the Backup Copy job report.
  • Backup Copy job reports show the inflated traffic savings ratios due to being calculated off the incorrect parameter.
  • Certain Backup Copy jobs failures result in Backup Copy job report not send immediately, but rather at the end of the copy interval.
  • A number of additional enhancements to the Backup Copy job report.

 
File level recovery

  • Copy To fails on files with long paths with the following error: “The specified path, file name, or both are too long. The fully qualified file name must be less than 260 characters, and the directory name must be less than 248”
  • Mount cache files should now be cleaned up from %AppData% folder automatically.

 
Guest file system indexing

  • Guest file system catalog data processing performance was accelerated a few times in cases when the catalog contains very largest amount of restore points.
  • Catalog service may take a very long time to start when there is a large data upload queue present.

 
1-Click VM Restore

  • File restore operator scope settings should no longer affect ability to perform VM restore in certain scenarios with overlapping permissions.

 
Built-in WAN Acceleration

  • Backup Copy job fails with the “Unable to initialize remote target session connection: all aliases have failed” after source VM disk has been resized
  • Large Backup Copy jobs may fail with the “ERR |Invalid length of the binary data” error.
  • WAN accelerator resource is not released correctly if Backup Copy job did not copy any data during the copy interval, preventing the following copy intervals from obtaining access to WAN accelerators.
  • Under certain circumstances, the Backup Copy job health check may fail with the “Access is denied” error.

 
Backup from Storage Snapshots

  • Added ability to perform multiple VM snapshot removal concurrently (according to the global concurrency setting) when multiple VMs are backed up from the same LUN by the same job.
  • HP StoreServ (3PAR) integrated jobs may fail with the “Invalid input: string length exceeds limit” error depending on the snapshot name length.

 
Tape

  • Drive to library matching code does not process some symbols in the serial numbers, resulting in matching problems with certain tape libraries (for example, QUADStor VTL).
  • Added ability to disable tape device rescan completely with the DisableTapeSubsystem (REG_DWORD) registry key. This can help in situations when the same tape devices is shared between multiple backup solutions.
  • In some cases, stopping tape jobs can cause backup session not finalized correctly, resulting in future attempts to write to the same tape failing with the “Tape positioning” error.
  • The Do not protect data (cyclic overwrite tapes as required) option does not work correctly for standalone drives.
  • Tapes with multiple partitions cannot be correctly formatted.
  • Tape jobs fail with the “Tape changer alert: The library was unable to read the bar code on a cartridge” error upon receiving the corresponding alert from the tape library.
  • Certain tape device configurations cause “There is no media in the drive” error to be logged incorrectly when the media is in fact present in the drive.
  • Under rare circumstances, writing to the first tape in the media set may fail with the following error: The INSERT statement conflicted with the FOREIGN KEY constraint "FK_Tape.file_parts_file_versions"

 
File Copy

  • Linux symbolic links are not copied by file management operations and file copy jobs.

 
SureBackup

  • SureBackup job may incorrectly use vCloud Director virtual machine backup when Application Group is configured by adding VM from vSphere infrastructure.
  • SureBackup does not update port group correctly when both production and virtual lab networks are located on the same Distributed Virtual Switch (DVS).

 
Veeam Explorer for Microsoft Exchange

  • Launching Veeam Explorer for Exchange from Backup Browser may fail with the following error: “Error: JetError -546, JET_errLogSectorSizeMismatch, the log file sector size does not match the current volume's sector size”

 
Veeam Explorer for Microsoft SharePoint

  • Using localized SQL server for staging fails with the “File is a Directory” error.
  • Attachments lost during recovery when attachment path contains Unicode symbols, even though they can be seen in the user interface.

 
Known Issues:


General

  • Network traffic verification does not function when the Use multiple upload streams per job option is disabled.
     

vSphere 5.5

  • E1000E vNIC adaptors has been found to crash ESXi host under heavy load. Avoid using them until the patch is available from VMware. For more information, please refer to VMware support KB2059053
  • Virtual appliance (hot add) processing mode does not support SATA disks. This is by design of VMware hot add functionality, which requires SCSI adaptors.
  • vSAN beta is not supported.
     

Hyper-V 2012 R2

  • Offhost backup from deduplicated volume fails if Data Deduplication feature is disabled on backup proxy server, or incompatible with Windows Server deduplication version used on backed up volume.
  • Shared VHDX virtual disks backup is not supported.
     

Windows Server 2012 R2

  • In Windows Server 2012 R2 environments with Windows Server deduplication feature in use, be sure to install Veeam Backup & Replication on Windows Server 2012 R2, and enable the Data Deduplication feature. Windows Server 2012 deduplication driver is not compatible with Windows Server 2012 R2 deduplication, causing file level recovery errors with false data corruption reports

 

R2a Update (build 7.0.0.771)
 

This newer build addresses only the following issues introduced with the original R2 build:

  • Backup and replication jobs fail with the "Dynamic library cannot be loaded" error when the backup proxy is missing C++ redistributable components (such as in case of clean OS install). Alternatively to installing this newer build, you may instead choose to install C++ redistributable components from vee.am/runtime.
  • "Transferred" job counter displays the same value with "Read" counter in cases when both source and target data movers are running on the same server (such as when backup proxy is writing data to its own disk). This is purely a cosmetic issue, as the actual transferred amount is lower due to source-side dedupe and compression.
  • Tape backup jobs writing to a standalone tape drive hangs on processing the second task in the job.


The update also contains all fixes from
Patch 1

 

posted @ 12/13/2013 1:52 PM by Mario Serra

IT CAMP WINDOWS AZURE - Bari

Domani a Bari ci sarà un evento che avrà come protagonista Windows Azure.

Questo è l’evento rivolto a chi ancora si deve orientare tra Private Cloud e Public Cloud, a chi è curioso di conoscere tutti i servizi IT PRO che Microsoft offre in questo ambito e a chi vorrebbe diventare esperto di Windows Azure, la soluzione Microsoft del Public Cloud.

L’evento si terrà allo SHERATON NICOLAUS HOTEL & CONFERENCE CENTER

Via Card. A. Ciasca, 27
Bari Puglia 70124
Italia

qui il link per iscriversi : https://msevents.microsoft.com/CUI/EventDetail.aspx?EventID=1032571854&culture=it-IT

REQUISITI

Per poter partecipare all'IT Camp è necessaria la sottoscrizione (anche gratuita) a Windows Azure. Se non hai ancora attivato una sottoscrizione segui questi semplici passi per attivarne una gratuitamente e valida per 30 giorni:

1.Vai su http://www.windowsazure.com/it-it/pricing/free-trial/?WT.mc_id=A52B87EB9

2. Click su Free Trial

3. Click su Try it now

4. Per iscriverti devi avere il tuo Live ID. Fare logon

5. Seleziona Italy e verificare che ci sia Free Trial e 150 euro di bonus nella finestra che appare. Seguire le istruzioni per concludere la sottoscrizione

6. Alla fine del processo Click Portal. Nel portale è consigliato attivare le seguenti funzionalità (a nessun costo aggiuntivo):  

click Account, e quindi  Preview Features.

7. Nella pagina Preview Features, per attivare Virtual Machines & Virtual Networks,click Try it now (o click Sign up again).

8. In  Add Preview Feature dialog box, selezionare la sottoscrizione che si vuole appunto modificare e click. Click Portal.

Nel momento in cui vengono richiesti i dati della carta di credito ricordo che è possibile utilizzare solo carte di credito (con numeri in rilievo) e non carte ricaricabili. Ricordo anche che non è previsto alcun addebito sulla carta di credito e nel caso sfugga qualcosa l’addebito non viene effettuato senza prima ricevere una conferma dell’intestatario stesso via e-mail.

AVVISO:

Si ricorda ai partecipanti dell’evento che è necessario portare il proprio PC per accedere ai laboratori

posted @ 12/11/2013 11:38 AM by Mario Serra

Ciao Windows Xp e grazie &hellip; Benvenuto Windows 8.1

posted @ 12/11/2013 9:12 AM by Mario Serra

SQL Server e GPO Attivit&agrave; manutenzione volume

Per velocizzare le attività che comportano l’allocazione di file data (creazione db, restore db, aggiunta file ad un DB, estensione dimensione di un file DB, autogrow) è possibile aggiugere l’account con cui viene eseguito SQL Server Server alla policy locare di sicurezza Perform Volume Maintenance Tasks che abilita l’instant file initialization.

Questa impostazione non influisce sulla allocazione dei file logs, ma apporta benefici in termini di performance durante l’esecuzione dei comandi CREATE DATABASE, ALTER DATABASE, RESTORE e AUTOGROW.

image

Dopo aver impostato la policy occorre riavviare il servizio di SQL Server (la rimozione di tale impostazione comporta invece un riavvio del sistema). Tale policy ha un’implicazione di sicurezza di cui occorre tenere presente, infatti se attivata quando viene eliminato un file questo viene solo deallocato e lo spazio occupato da questo non viene riempito di zeri permettendo quindi di recuperare i dati come indicato in How and Why to Enable Instant File Initialization:

“This permission keeps SQL Server from "zeroing out" new space when you create or expand a data file (it is not applied to log files).  This helps performance for CREATE DATABASE, ALTER DATABASE, RESTORE, and AUTOGROW. It can have a significant positive impact on how long it takes to create or expand a data file, but there is a small security risk in doing so. That is because a file "delete" really just deallocates the space and a new allocation can reuse that space which may still have data in it. When you do not zero out the existing space there is a possibility that someone could read data that you thought had been deleted. It is very common to turn Instant File Initialization on. Many shops consider the increased performance benefit to far outweigh the small security risk, but you must weigh the cost and benefits within your own environment.”

L’impostazione di tale policy è anche consigliata tra le best practices dell’implementazione di SQL Server su VM in Azure disponibile al seguente Performance Considerations for SQL Server in Windows Azure Virtual Machines, in quanto non è impostata di default nelle SQL Server platform image:

“For databases of any significant size, enabling instant file initialization can improve the performance of some operations involving database files, such as creating a database or restoring a database, adding files to a database or extending the size of an existing file, autogrow, and so on. For information, see How and Why to Enable Instant File Initialization.

To take advantage of instant file initialization, you grant the SQL Server (MSSQLSERVER) service account with SE_MANAGE_VOLUME_NAME and add it to the Perform Volume Maintenance Tasks security policy. If you are using a SQL Server platform image for Windows Azure, the default service account (NT Service\MSSQLSERVER) isn’t added to the Perform Volume Maintenance Tasks security policy. In other words, instant file initialization is not enabled in a SQL Server Windows Azure platform image.

After adding the SQL Server service account to the Perform Volume Maintenance Tasks security policy, restart the SQL Server service.”

Sempre  nella white paper Performance Guidance for SQL Server in Windows Azure Virtual Machines vengono resi disponibili i test sulla creazione e il restore di un DB di 100 GB con e senza l’impostazione dell’instant file initialization:

image

Per ulteriori informazioni si veda Database File Initialization.

Per chi desidera approfondire le potenzialità offerte da Azure vi ricordo i prossimi IT Camp su Azure.

posted @ 12/8/2013 10:22 AM by Ermanno Goletto

Il formato VHDX

imageCon Windows Server 2012 è stato introdotto un nuovo formato per i dischi virtuali denominato VHDX che apporta una serie di miglioramenti:

  • Supportano fino a 64 TB (contro i 2 TB dei VHD)
  • Garantiscono una maggior protezione dei dati da fail dovuti a mancanza di corrente
  • Migliorano l’allineamento dei VHD per lavorare su dischi con settori di grandi dimensioni
    • I dischi dinamici e differenziali possono utilizzare block size di dimensioni maggiori
    • E’ stato introdotto un 4-KB logical sector virtual disk che aumenta le performance nelle applicazioni/workloads progettati per settori 4 KB.
  • Consentono il salvataggio di metadati custom che l’utente potrebbe voler memorizzare (versione OS, patch applicate)
  • Consentono il Trim ovvero permette allo storage fisico di recuperare lo spazio non utilizzato

Per la precisione anche i VHD in Windows Server 2012 hanno subito dei miglioramenti come indicato nella Performance Tuning Guidelines for Windows Server 2012, infatti i VHD creati in WS2012 sono ottimizzati per l’allineamento a 4 KB:

“The VHD format was the only virtual hard disk format that was supported by Hyper-V in past releases. In Windows Server 2012, the VHD format has been modified to allow better alignment, which results in significantly better performance on new large sector disks.

Any new VHD that is created on a Windows Server 2012 operating system has the optimal 4 KB alignment. This aligned format is completely compatible with previous Windows Server operating systems. However, the alignment property will be broken for new allocations from parsers that are not 4 KB alignment-aware (such as a VHD parser from a previous version of Windows Server or a non-Microsoft parser).

Any VHD that is moved from a previous release does not automatically get converted to this new improved VHD format.

You can check the alignment property for all the VHDs on the system, and it should be converted to the optimal 4 KB alignment. You create a new VHD with the data from the original VHD by using the Create-from-Source option.

By default, VHDs are exposed with a physical sector size of 512 bytes. This is done to ensure that physical sector size dependent applications are not impacted when the application and VHDs are moved from a previous version of Windows Server to Windows Server 2012.

After you confirm that all VHDs on a host are not impacted by changing the physical sector size to 4 KB, you can set the following registry key to modify all the physical sector sizes of all the VHDs on that host to 4 KB. This helps systems and applications that are 4 KB-aware to issue 4 KB sized I/Os to the VHDs.

HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Services\vhdmp\Parameters\ Vhd1PhysicalSectorSize4KB = (REG_DWORD)

A non-zero value will change all VHDs to report 4k physical sector size.

By default, disks with the VHDX format are created with the 4 KB physical sector size to optimize their performance profile regular disks and large sector disks.”

In WS2012 è stato introdotto il supporto per i Native 4 K Disks (avevo parlato di questa problematica nel post Windows 2008 R2: Errore 517 durante il backup). Quindi Hyper-V può memorizzare i virtual disk su questi dischi come riportato nella Performance Tuning Guidelines for Windows Server 2012:

“Hyper‑V in Windows Server 2012 makes it possible to store virtual hard disks. This is done by implementing a software RMW algorithm in the virtual storage stack layer that converts 512-byte access and update requests to corresponding 4 KB accesses and updates.

Because VHD file can only expose themselves as 512-byte logical sector size disks, it is very likely that there will be applications that issue 512-byteI/O requests. In these cases, the RMW layer will satisfy these requests and cause performance degradation. This is also true for a disk that is formatted with VHDX that has a logical sector size of 512 bytes.

It is possible to configure a VHDX file to be exposed as a 4 KB logical sector size disk, and this would be an optimal configuration for performance when the disk is hosted on a 4 KB native physical device. Care should be taken to ensure that the guest and the application that is using the virtual disk are backed by the 4 KB logical sector size. The VHDX formatting will work correctly on a 4 KB logical sector size device.”

Di seguito lo schema del formato dei file VHDX:

image

 

Le parti che compongono un VHDX sono strutture che, come detto precedentemente supportano, large allocation e sono 1 MB aligned. Nel dettaglio tali strutture sono:

  • L’Header region che identifica la posizione della altre region (log, BAT e metadata table). E’ composta da due header, ma che non sono mai contemporaneamente attive per aumentare la resilienza ed evitare la corruzione.
  • L’Intent log è un buffer circolare in cui vengono scritte le modifiche alle metastrutture del VHDX prima di essere scritte nella locazione finale. In questo modo nel caso si verifichi un’interruzione di corrente durate la scrittura alla successiva riapertura le modifiche saranno riapplicate dal log permettendo al VHDX di ritornare in uno stato consistente. Il log non mantiene le modifiche del payload blocks, quindi no protegge i dati in essi contenuti
  • La Data region che è composta dalla BAT che contiene i puntatori ai user data blocks e ai sector bitmap block. Nel VHD invece i sector bitmaps sono aggregati nei loro blocks invece di essere posizionati in testa ad ogni payload block.
  • La Metadata region che contiene una tabella di puntatori ai user-defined metadata e ai virtual hard disk file metadata (block size, physical sector size e logical sector size)

I requisiti per l’utilizzo dei VHDX sono:

  • Sistema operativo Windows Server 2012/Windows 8 o superiore
  • Ruolo Hyper‑V
  • Per poter utilizzare la funzionalità di trim occorre:
    • Hardware Trim-capable, ovvero in grado di inviare le unmap notifications che Hyper-V in WS 2012 è in grado di gestire.
    • I VHDX devono essere connessi come virtual SCSI devices  o come directly attached physical disks (detti anche pass-through disks) o come natively attached VHDX-based virtual disks.

Per ulteriori approfondimenti sulla funzionalità di Trim si veda quanto riportato nella Performance Tuning Guidelines for Windows Server 2012:

“Virtual hard disk files exist as files on a storage volume, and they share available space with other files. Because the size of these files tends to be large, the space that they consume can grow quickly. Demand for more physical storage affects the IT hardware budget, so it’s important to optimize the use of physical storage as much as possible.

Currently, when applications delete content within a virtual hard disk, which effectively abandons the content’s storage space, the Windows storage stack in the guest operating system and the Hyper-V host have limitations that prevent this information from being communicated to the virtual hard disk and the physical storage device. This prevents the Hyper-V storage stack from optimizing the space usage by the VHDX-based virtual disk files. It also prevents the underlying storage device from reclaiming the space that was previously occupied by the deleted data.

In Windows Server 2012, Hyper-V supports unmap notifications, which allow VHDX files to be more efficient in representing that data within it. This results in smaller files size, and it allows the underlying physical storage device to reclaim unused space.

Only Hyper-V-specific SCSI, Enlightened IDE and virtual Fibre Channel controllers allow the unmap command from the guest to reach the host virtual storage stack. Hyper-V-specific SCSI is also used for pass-through disks. On the virtual hard disks, only virtual disks formatted as VHDX support unmap commands from the guest.

For these reasons, we recommend that you use VHDX files attached to a SCSI controller when not using regular pass through or virtual Fibre Channel disks.

Conclusioni

Nel caso in cui si migrino le VM su WS2012 da sistemi precedenti è consigliabile convertire i VHD al nuovo formato VHDX come indicato nella Performance Tuning Guidelines for Windows Server 2012:

“When you upgrade to Windows Server 2012, we recommend that you convert all VHD files to the VHDX format due to these benefits. The only scenario where it would make sense to keep the files in the VHD format is when a virtual machine has the potential to be moved to a previous release of the Windows Server operating system that supports Hyper-V.”

E’ possibile convertire i VHD in VHDX tramite la console Hyper-Manager tramite la funzionalità “Edit Disk…” (a riguardo si veda Converting a VHD to a VHDX).

L’unico caso in cui può avere un senso non migrare il formato da VHD a VHDX è quello in cui si prevedere di spostare le VM su versioni precedenti di Hyper-V (come ad esempio WS2008 R2). Per un prova sul campo dei benefici ottenuti nella migrazione da VHD a VHDX grazie al supporto large sector disks e ai 4 KB logical sector si veda Why you want to be using VHDX in Hyper-V whenever possible and why it’s important to know your baselines.

Se desiderate provare le funzionalità di WS2012 R2 vi ricordo che su TechNet Evaluation Center è possibile scaricare la versione di valutazione di Windows Server 2012 R2, mentre il 17-18-19 dicembre a Catania si terranno una serie di IT Camp su WS2012 R2, System Center 2012 R2 e W8.1.

posted @ 12/7/2013 8:44 PM by Ermanno Goletto

IT Camp WS2012\R2 e System Center 2012 Torino

image Il 29 Novembre al Microsoft Innovation Center di Torino io, Mario Serra, Roberto Massa e Daniele Scrivano abbiamo tenuto l’IT Camp su Windows Server 2012\R2 e System Center 2012 SP1\R2.

Innanzitutto desideravo ringraziare quanti sono intervenuti dedicandoci il loro tempo e i miei compagni di sessione che hanno fatto un ottimo lavoro nel presentare lo stato dell’arte per quanto riguarda la realizzazione e la gestione di infrastrutture virtuali secondo Microsoft.

Come promesso elenco di seguito alcune risorse per approfondire gli argomenti trattati:

Di seguito invece una serie di documenti per approfondire gli argomenti trattati:

Per quanto riguarda le slide chi fosse interessato ad averle in formato PDF mi contatti e provvederò a inviarle per mail.

Vi ricordo anche i futuri appuntamenti ovvero gli IT Camp Catania 17-19 dicembre e gli IT Camp Windows Azure.

In un prossimo post vedrò di darvi alcune indicazioni per mettere in piedi un’infrastruttura di test.

posted @ 12/2/2013 11:58 AM by Ermanno Goletto

Da Technet Italia su Facebook&hellip;.

posted @ 12/2/2013 11:55 AM by Mario Serra

Novit&agrave; interessanti in Windows Server 2012/R2

                                srv2012                                    srv2012R2

L’arrivo di Windows Server 2012 e un mese fa di 2012 R2 ha portato tantissime novità a 360 gradi, dallo storage al networking, dal Management alla virtualizzazione.

Con Hyper-V è ora più facile che mai per le aziende sfruttare i vantaggi della virtualizzazione per tagliare i costi ottimizzando l’utilizzo dell’hardware, consolidando su un unico host fisico, più ruoli server attivi contemporaneamente. Hyper-V è infatti capace di getire efficacemente più sistemi operativi, differenti tra loro quali Windows, Linux, ed altri, in esecuzione in parallelo su un singolo server. Windows Server 2012 amplia queste caratteristiche assicurando maggior scalabilità ed ulteriori tools integrati di affidabilità.”

     
  • Hyper-V - Miglioramenti significativi rispetto alla versione 2008R2 si possono facilmente notare in questa tabella comparativa:

image

Come si può notare sono stati fatti significativi miglioramenti , con Hyper-V ora è possibile gestire cluster più grossi, un numero più elevato di virtual machines e, inoltre, prestazioni più avanzate nelle macchine guest con In-Guest Non-Uniform Memory Access (NUMA).

Qui sotto riporto, per completezza la comparazione con VmWare versione 5.5

image

  • Miglioramenti per la gestione dell’ambiente virtuale

Generation 2 Virtual Machines -  La generazione 2 di VM permette la creazione di Macchine Virtuali con le seguenti caratteristiche:

image   • Boot da Nic PXE 

   • Hot-Add CD/DVD Drive

   • VMs con UEFI firmware e con il supporto di partizioni GPT

   • Boot super veloce da controller Virtual SCSI

   • VM UEFI firmware con Secure Boot

 

Enhanced Session Mode - Per migliorare l'esperienza dell'utente durante l’amministrazione in  Hyper- V , lo strumento Virtual Machine Connection ora supporta il reindirizzamento delle risorse locali in una sessione di macchina virtuale . Questa funzione fornisce un esperienza del tutto simile al reindirizzamento in una sessione di Connessione desktop remoto . Nelle versioni precedenti di Hyper -V l'utilità di Virtual Machine Connection forniva solo il reindirizzamento dello schermo, della tastiera e del mouse con limitata funzionalità di copia / incolla. In  Windows Server 2012 R2 , Hyper- V può ora reindirizzare le risorse locali attraverso lo strumento Virtual Machine Connection.
Le seguenti risorse locali possono essere reindirizzati quando si utilizza lo strumento Virtual Machine Connection:

  1. Display configuration
  2. Audio
  3. Printers
  4. Clipboard
  5. Smart cards
  6. USB devices
  7. Drives
  8. Supported Plug and Play devices

image

    • Miglioramento delle capacità di storage con Virtual Fibre Channel, Vhdx e Offloaded Data Transfer

    Hyper-V in Windows Server 2012 e 2012R2 introduce anche un miglioramento delle capacità dello storage  per gestire un workload più intensivi, queste funzionalità includono:

    Virtual Fibre Channel – Consente alle macchine virtuali di integrarsi e collegarsi direttamente ad una SAN con collegamento in Fibre Channel con un collegamento tip “Pass Through”

    Nuovo formato Virtual Hard Disk - La dimensione massima di un file VHDX è arrivata a ben 64TB!! Questo nuovo formato, chiamato appunto VHDX, è progettato per gestire meglio l’aumento della capacità di archiviazione e protezione dei dati, consentendo un’eccezionale scalabilità.

    Offloaded Data Transfer (ODX) – Il supporto ODX, consente al processore sull’ host Hyper-V di non preoccuparsi più dei task legati allo storage. Adesso grazie ad un complesso sistema basato su token il carico di lavoro a livello di storage come, un trasferimento di un file molto grosso o la migrazione di una macchina virtuale da un’area di storage ad un’altra, è demandato direttamente alla SAN, incrementando sensibilmente le performance.

    Inoltre è bene ricordare in materia di storage anche l’introduzione della Storage & data deduplication, degli storage Space, dello Storage Tiering e di tutte le funzionalità legate al nuovo protocollo SMB 3.0.

    image

    • Miglioramento della gestione delle risorse

    Per quanto riguarda la gestione delle risorse Hyper-V,  in Windows Server 2012 e 2012R2 , introduce miglioramenti nelle seguenti funzionalità:

    Dynamic Memory Improvements - Questi miglioramenti aumentano i rapporti di consolidamento delle macchine virtuale e migliorano l'affidabilità nelle operazioni di riavvio che possono portare alla riduzione dei costi, soprattutto in ambienti, come VDI, che presentano molte VMs inattive o sottoutilizzate.

    Quality of Service - QoS offre la possibilità di aderire in maniera programmata a un service level agreement (SLA) specificando la larghezza di banda minima disponibile per una macchina virtuale o una porta. Evita problemi di latenza allocando l'uso di larghezza di banda massima per una macchina virtuale.

    Dynamic Virtual Machine Queue – con DVMQ i Core del processore sono allocati dinamicamente alle code delle richieste fatte dalle VM e possono prendere e rilasciare processi basandosi sul carico di rete . Ciò si traduce in un migliore utilizzo del processore per i workloads di rete

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    Virtual Machine Numa -Senza andare troppo sul tecnico, Numa (Non-Uniform Memory Access) è, in pratica, un’ assegnazione esclusiva tra il processore e una determinata area di memoria Ram locale.

    In pratica il tempo richiesto al processore per accedere alla memoria dipende dalla posizione tra la memoria e il processore stesso. Con NUMA, un processore è in grado di accedere alla memoria locale (memoria collegata direttamente al processore) più velocemente di quanto possa accedere alla memoria remota (memoria che è locale ad un altro processore nello stesso sistema).

    I moderni sistemi operativi e applicazioni ad alte prestazioni come ad esempio SQL Server hanno sviluppato ottimizzazioni per riconoscere la topologia NUMA del sistema in modo da riallocare la memoria e di conseguenza aumentare le prestazioni.

    In 2012 R2 Numa è estesa anche alle Virtual Machine, che quindi si accorgono di “girare” su un Hardware Numa-Aware e quindi di ottimizzare le prestazioni, le performance e la workload scalability.

    image

    • Migioramenti del Networking

    Extensible Switch - Molte aziende, al giorno d’oggi, hanno bisogno di vedere che gli acquisti in materia di IT siano ben investiti e che i benefici si possano vedere anche nel futuro. Microsoft a questo proposito ci viene incontro, in materia di networking, con la possibilità di estendere le funzionalità e quindi di gestire i Virtual switch su un host Hyper-V con i software e i plug-in di rete che già si utilizzano.

    Hyper-V Extensible Switch in Windows Server 2012 è uno switch di rete virtuale layer-2 e ha la capacità di connettere virtual machines alla rete fisica.
    Hyper-V Extensible Switch è una piattaforma aperta che consente a più vendor di fornire estensioni scritte per il framework di Windows API standard. L'amministratore IT può gestire lo Switch Extensible Hyper-V e le sue estensioni tramite Windows PowerShell, con WMI o tramite l'interfaccia utente di gestione di Hyper-V.
    Diversi partners hanno già annunciato delle estensioni per Hyper-V Extensible Switch, inclusi:     
    Cisco – gli switch della serie Nexus 1000V e UCS Virtual Machine Fabric Extender (VM-FEX)
    NEC - OpenFlow
    5nine – Security Manager
    InMon – sFlow

    Con l’Hyper-V Extensible Switch trunk mode, il traffico da più VLAN ora può essere diretto a una scheda di rete singola in una macchina virtuale che in precedenza poteva ricevere traffico da una sola VLAN. Di conseguenza, il traffico proveniente da diverse VLAN è consolidato e una macchina virtuale può ascoltare più VLAN. Questa caratteristica può aiutare l’IT Admin a modellare il traffico di rete ed attuare la protezione multi-tenant nel data center

    SR-IOV – analogamente al “Pass Through” del Fibre Channel anche quando si tratta di virtual networking, uno degli obiettivi primari è l’I/O nativo. Con SR-IOV, si ha la capacità di indirizzare direttamente l’interfaccia della scheda di rete fisica (NIC PCI Express) all'interno della macchina virtuale, riducendo la latenza e il sovraccarico della CPU, aumentando la produttività. Con il Single Root I/O Virtualization si continua ad avere pieno supporto con la Live migration.

    NIC Teaming – fino a Windows Server 2008R2 se si voleva creare un teaming tra due o più schede di rete si doveva per forza usare i software del vendor, inoltre non si poteva creare un Nic Teaming tra schede di rete diverse. In Windows Server 2012 è possibile creare dei teaming a livello nativo. Offre maggiore affidabilità e prestazioni per le macchine virtuali.

    • Hyper-V Cluster

    Anche in materia di cluster sono stati fatti tantissimi miglioramenti aumentando la scalabilità con un supporto fino a 64 nodi fisici e fino a 8000 VM

    image

    Altri miglioramenti sono:

    Priorità del failover delle Virtual Machine – Le priorità della VM ora possono essere configurate per controllare l'ordine in cui specifiche macchine virtuali si arrestano o si avviano. Ciò garantisce alle macchine virtuali che hanno bisogno di risorse una più alta priorità e alle macchine virtuali sono date risorse in cui sono disponibili.

    Affinity (and Anti-Affinity) Virtual Machine Rules - Gli amministratori possono ora configurare macchine virtuali partner affinché in caso di failover, queste vengano migrate simultaneamente. Ad esempio, gli amministratori possono configurare la macchina virtuale di SharePoint e la macchina virtuale SQL Server come partner per gestirne sempre il failover insieme allo stesso nodo. Gli amministratori possono anche specificare che due macchine virtuali non possono coesistere sullo stesso nodo in uno scenario di failover.

    Virtual Machine Monitoring – è ora possibile monitorare non solo la salute dell’host Hyper-V ma anche delle vm pesenti in un cluster. Inoltre posso decidere di intraprendere delle azioni specifiche al susseguirsi di eventi. Ad esempio posso far riavviare una macchina Virtuale quando per tre volte si è fermato un determinato servizio.

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    Cluster-Aware Updating Una soluzione in-box per l’aggiornamento del Failover Clustering di Windows Server 2012 Hyper-V che aiuta I clienti a prevedere, applicare e rendicontare gli updates con zero downtime sulle virtual machines.

    • Supporto Linux in Hyper-V

    Significanti miglioramenti in materia di interoperabilità con un pieno supporto in Hyper-V a molte distribuzioni Linux come Red Hat, SUSE, OpenSUSE, CentOS, and Ubuntu

    Inoltre creando VM con distribuzioni Linux supportate sono anche possibili:

    • 64 vCPU per VM

    • Virtual SCSI, Hot-Add & Online Resize

    • Full Dynamic Memory Support

    • Live Backup

    • Deeper Integration Services Support

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posted @ 11/28/2013 10:35 AM by Mario Serra

IT Camp Catania 17-19 dicembre

 

Tra il 17 e il 19 dicembre a Catania parteciperò a 4 eventi di formazione gratuiti con altrettanti speaker d’eccezione ecco qui l’agenda:

posted @ 11/25/2013 4:20 PM by Mario Serra

IT Camp Catania 17-19 dicembre

Tra il 17 e il 19 dicembre a Catania si terranno ben 4 eventi di formazione gratuiti con speaker d’eccezione:

Amici siciliani quest’anno non potete proprio lamentarvi Babbo Natale è stato proprio magnanimo con voi Occhiolino.

Correte ad iscrivervi e verificate di avere i prerequisiti necessari sul vostro computer per poter usufruire del labs  come indicato nel link d’iscrizione di ciascun evento.

posted @ 11/24/2013 8:28 PM by Ermanno Goletto